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Aji de Gallina

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Oggi vi racconto un piatto della cucina peruviana molto gustoso e relativamente semplice da cucinare: Aji de Gallina ovvero Gallina al peperoncino giallo. Questo ottimo peperoncino, usato tantissimo nella cucina peruviana, dalla papa alla huancaina di cui abbiamo già raccontato qualche giorno fa, fino alla Causa Rellena, di cui forse vi racconterà la prossima volta, chissà 🙂

Ajis amarillo, peperoncini gialli freschi

Dicevamo dunque che l’aji amarillo, il peperoncino giallo, è un ingrediente molto usato nella cucina peruviana, forse un po’ difficile da trovare in Italia, ma non certo nelle grandi città.

Sicuramente a Roma e a Milano lo si può trovare con facilità nei tanti negozi di alimentari multietnici dove si trovano prodotti praticamente di qualunque provenienza. A Roma, in special modo, vi è un posto, Il Nuovo Mercato Esquilino, dove si trova realmente di tutto, da ogni parte del mondo. L’aji amarillo è inconfondibile, dunque state attenti a comprarli freschi e non farsi “convincere” a prendere dei peperoncini gialliessiccati.  Vediamo dunque come questo formidabile ingrediente della cucina peruviana ben si coniuga con la carne, in questo caso il pollo, o, meglio ancora la gallina, come da tradizione.

Ingredienti per 4 persone circa:

  • Gallina, petto di pello, oppure sovraccoscie di pollo (circa 500 grammi)
  • 
1/4 di cipolla tritata finemente
  • 
1/2 cucchiaino di pepe
  • 
1/2 cucchiaino di cumino
  • 1/2 spicchio di aglio tritato finemente
  • 
4 peperoncini gialli
  • 
50 grammi di noci sgusciate
  • 1 cucchiaino di sale
  • 250 grami di Pan carré oppure 2 rosette
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 4 patate lessate intere

Per il brodo:

  • due carote, due coste di sedano, mezza cipolla

Decorazione:

  • lattuga, uova sode, olive

Procedimento

Far bollire la gallina, o il petto di pollo, o le sovraccoscie liberate dalla pelle (scegliete voi, la gallina ci impiegherà certamente più tempo ma il brodo verrà saporitissimo e se ne avanza potete sempre conservarlo per degli ottimi tortellini). Mette a bollire la carne dunque con sedano, carote e cipolla sale quanto basta e un filo d’olio. A cottura ultimata della carne, lasciarla freddare e sfilacciarla in tanti piccoli straccetti di carne (se avete cotto la gallina intera liberatela dalla pelle).
Mentre è in cottura la carne potete porre il Pan Carrè, o il pane bianco, in ammollo nel latte. Nel frattempo dovreste anche pulire l’aji amarillo e lessarlo in un pentolino per circa 5 minuti. Una volta giunta la cottura desiderata (non troppo molle, quando si schiaccia con una forchetta) tiralo fuori dall’acqua e frullarlo con un  frullatore ad immersione. Lessare anche le patate (di media dimensione, una a testa).

A questo punto una volta pronti tutti e tre le fasi preliminari (cottura carne, ammollo pane e frullare aji amarillo), in una pentola larga  rosolare con  un filo d’olio la cipolla tritata aglio e peperoncino frullato, salare, pepare e far rosolare. Aggiungere il pollo sfilacciato e lasciar rosolare ancora un po’. A questo punto questo punto aggiungere due o tre mestoli di brodo, a secondo di quanto sia asciutta la carne che sta rosolando. A questo punto strizzare il pane in ammollo nel latte e aggiungerlo in padella assieme alle noci tritate. Lasciar cuocere a fuoco basso per circa 8 minuti. Nel caso il composto sia troppo liquido tirare maggiormente a fuoco alto, nel caso sia troppo asciutto aggiungere del brodo. Il composto finale deve presentarsi cremoso, più tendente al liquido che all’asciutto.
Per impiattare prendere le patate precedentemente lessate,  dividerle a metà, riporle su una foglia di lattuga e sopra versarvi il composto.  Aggiungere poi al lato per abbellire delle olive nere e delle fettine di uova sode. Potete servire anche con del riso bianco lessato (meglio se basmati).

Aji de Gallina impiattato e pronto da mangiare

Allora…cose ne pensate?

Buona Cucina Peruviana a Tutti!

MANGIA ETNICO, SCOPRI IL MONDO.

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Mangiare etnico è un po’ come viaggiare, conoscere nuovi mondi, nuovi orizzonti, nuovi odori, nuovi sapori.  E certamente il modo migliore per conoscere la cucina etnica è quello di scoprirla viaggiando. Quando pensiamo infatti ai piatti della cucina etnica ci immaginiamo sapori nuovi, profumi “strani”.  Eppure lo stesso dovrebbero pensare di noi coloro che vengono da terre lontane che hanno abitudini alimentari completamente diverse dalle nostre.  Il nostro obbiettivo è proprio quello di sottolineare tutte le differenze che ci sono  tra i popoli e le loro tradizioni. Le differenze infatti non rappresentano un pericolo: esse sono la fonte di maggior ricchezza in questo Mondo.

Il grande vantaggio che abbiamo oggi è proprio quello di superare molte barriere, sia culturali che ideologiche, e queste grazie alla possibilità che abbiamo di viaggiare o più semplicemente di spaziare, attraverso l’immenso Oceano di Internet, e di conoscere tradizioni e culture così lontane da noi che mai ci saremmo immaginati di poter conoscere con tanta semplicità.

La nostra piccola ambizione, in particolare, è quella di potervi mostrare una tradizione e una cultura culinaria non molto conosciuta, o perlomeno non ancora famosa nel nostro paese, che è quella della cucina peruviana.  Di questo paese, il Perù, di cui siamo follemente innamorati, ne parleremo diffusamente e largamente in questo blog. E ancor più parleremo della vastissima varietà della cucina peruviana.

Una cucina, che in realtà è molto meno “esotica” di quello che vi possiate immaginare. Basta immaginare che i prodotti tipici delle Ande peruviane ad esempio, sono tra quelli che hanno avuto la maggior fortuna in Europa, e nel mondo dopo esser stati importati dai Conquistadores:  sto parlando delle patate, del mais, dei pomodori, delle melenzane, dei peporoni e così via (ma su questo torneremo approfonditamente più avanti). Prodotti, questi che sono alla base della cucina tradizionale Andina e che accompagnati spessissimo alla carne di manzo, di pollo e di maiale danno vita ad un tripudio di sapori quasi sempre apprezzatissimi da noi italiani (chi è stato in qualche ristorante peruviano a Roma o a Milano sa di cosa parliamo).

Ebbene,   è con l’acquolina in bocca che per il momento vi lasciamo e ci diamo appuntamento a molto presto per iniziare questo lungo viaggio attravero il paese degli Inka e soprattutto attraverso la sua fantastica cucina “etnica”.

A presto.

Michele e Sandy