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Alcuni dolci della cucina peruviana, Torrone di Doña Pepa e gli Alfajores

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Il Perù è fin dalle fondamenta è una terra generosa. Una terra dove il dolce è stato sempre presente nel corso della storia. Certamente l’arrivo della canna da zucchero ha offerto enormi possibilità, fondendosi con gli elementi esistenti e dando vita a elaborazioni sempre più elaborate e sofisticate nel corso degli anni. La tradizione dei dolci peruviani è cresciuta a dismisura tanto da contare oggi centinaia se non migliaia di dolci tipici presenti nella cucina del paese. Dai biscottini di ogni forgia e di ogni tipo da gustare in ogni momento della giornata fino alle elaborate torte, la pasticceria peruviana contempla una varietà enorme, come peraltro anche tutta la cucina peruviana.
Oggi descriviamo una serie di dolci tipici, forse i più famosi, del Perù partendo dal Torrone di Doña Pepa.

Certo la storia di questo dolce sembra quasi confondersi con la leggenda, comunque tenteremo di raccontarla. Molte persone non sanno esattamente chi fu Doña Pepa, pur essendo questo dolce così famoso legato al suo nome. Un dolce delizioso fatto di di farina, tuorli d’uova, frutta secca, addolcito con miele, zucchero di canna e decorato con confetti e frutta di varie forme e colori. L’origine del torrone Doña Pepa rimane avvolta dal mistero, infatti vi sono almeno due versioni.  Una prima versione fa risalire l’origine del dolce ad una tale Josefa Cobos, una cuoca di colore sposata a un vecchio impiegato della Beneficenza Pubblica. Una seconda attribuisce l’invenzione del famoso torrone a Josefa Marmanillo, una schiava vissuta all’epoca coloniale che aveva fama di essere un’ottima cuoca. Si dice che ella inventò questo dolce per ringraziare el Señor de los Milgros, che la guarì da una paralisi. Si narra che Josefa avrebbe ricevuto in sogno la ricetta del famoso torrone e che avrebbe cucinato questo dolce tutti gli anni nel mese di ottobre. Addirittura si dice che quando venne liberata aprì una pasticceria che i gli abitanti della capitale battezzarono questo posto col nome di “Torrone di Doña Pepa”.
Un altro dolcetto conosciutissimo e che va per la maggiore nelle paese delle Ande sono certamente gli Alfajores. Ed è proprio di questi gustosissimi dolcetti che oggi voglio darvi la ricetta (con queste dosi dovrebbero risultare circa 50 biscottini).

Ingredienti per la pasta dei biscotti

1 Kg di farina per dolci
100 g di burro
70 g di strutto
1 cucchiaino da te di lievito per dolci
2 cucchiai di zucchero  
1 cucchiaino di vaniglia
1/2 bicchiere di acqua

e per il ripieno e la decorazione
dulce de leche (dolce di latte) (se proprio non riuscite a trovarlo potete prendere del latte condensato e farlo bollire a bagnomaria per 3 ore a fuoco lento, il risultato dovrebbe essere proprio l’equivalente del dulche de leche)
30 g di zucchero a velo
Preparazione

In una ciotola riporre la farina da mischiare con il lievito e poi mescolare con le mani insieme al burro e allo strutto. Lavorare bene finché si ottenga un impasto omogeneo. A questo punto aggiungere la vaniglia e l’acqua e poi impastare ancora finché non viene una pasta molto morbida. A questo punto lasciar riposare nel frigo l’impasto per almeno un’ora. Dopo prendiamo l’impasto e stendiamolo come se stessimo  per fare delle tagliatelle, anche se l’altezza della pasta stesa non deve essere inferiore ad 1 cm. A questo punto prendere degli stampini (con la forma che preferite, di solito sono i classici stampini tondi). Stendete i dischetti di pasta su una teglia piatta ricoperta di carta da forno. Inforniamo i dischetti per  circa 10-12 minuti a 160 gradi. Facciamoli raffreddare e poi su ogni dischetto stendiamo un cucchiaino di dolce di latte e uniamolo con un altro dischetto (praticamente facciamo dei piccoli hamburger). Decoriamo gli alfajores con un’abbondante spolverata di zucchero a velo.

Buon divertimento e buon appetito!

MANGIA ETNICO, SCOPRI IL MONDO.

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Mangiare etnico è un po’ come viaggiare, conoscere nuovi mondi, nuovi orizzonti, nuovi odori, nuovi sapori.  E certamente il modo migliore per conoscere la cucina etnica è quello di scoprirla viaggiando. Quando pensiamo infatti ai piatti della cucina etnica ci immaginiamo sapori nuovi, profumi “strani”.  Eppure lo stesso dovrebbero pensare di noi coloro che vengono da terre lontane che hanno abitudini alimentari completamente diverse dalle nostre.  Il nostro obbiettivo è proprio quello di sottolineare tutte le differenze che ci sono  tra i popoli e le loro tradizioni. Le differenze infatti non rappresentano un pericolo: esse sono la fonte di maggior ricchezza in questo Mondo.

Il grande vantaggio che abbiamo oggi è proprio quello di superare molte barriere, sia culturali che ideologiche, e queste grazie alla possibilità che abbiamo di viaggiare o più semplicemente di spaziare, attraverso l’immenso Oceano di Internet, e di conoscere tradizioni e culture così lontane da noi che mai ci saremmo immaginati di poter conoscere con tanta semplicità.

La nostra piccola ambizione, in particolare, è quella di potervi mostrare una tradizione e una cultura culinaria non molto conosciuta, o perlomeno non ancora famosa nel nostro paese, che è quella della cucina peruviana.  Di questo paese, il Perù, di cui siamo follemente innamorati, ne parleremo diffusamente e largamente in questo blog. E ancor più parleremo della vastissima varietà della cucina peruviana.

Una cucina, che in realtà è molto meno “esotica” di quello che vi possiate immaginare. Basta immaginare che i prodotti tipici delle Ande peruviane ad esempio, sono tra quelli che hanno avuto la maggior fortuna in Europa, e nel mondo dopo esser stati importati dai Conquistadores:  sto parlando delle patate, del mais, dei pomodori, delle melenzane, dei peporoni e così via (ma su questo torneremo approfonditamente più avanti). Prodotti, questi che sono alla base della cucina tradizionale Andina e che accompagnati spessissimo alla carne di manzo, di pollo e di maiale danno vita ad un tripudio di sapori quasi sempre apprezzatissimi da noi italiani (chi è stato in qualche ristorante peruviano a Roma o a Milano sa di cosa parliamo).

Ebbene,   è con l’acquolina in bocca che per il momento vi lasciamo e ci diamo appuntamento a molto presto per iniziare questo lungo viaggio attravero il paese degli Inka e soprattutto attraverso la sua fantastica cucina “etnica”.

A presto.

Michele e Sandy